www.sfaticato.it

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La parola napoletana "sfaticato" corrisponde all'italiano "scansafatiche".

SFATICATO

'O sfaticato non si dà da fare:

fa in modo di non prendere un impegno,

perché si stanca troppo, a lavorare.

Se si costringe a farlo, è brutto segno:



vuol dir che non ha chance, che vi è costretto,

che non ha proprio alcuna alternativa.

Fosse per lui, starebbe a casa, a letto:

sarebbe questa, la sua prospettiva.



Certo, nel far così, guadagna poco:

"Ma va bene; mi basta, mi accontento:

la candela di certo vale il gioco".

Ma se invece possiede del talento,



"'o sfaticato" ottiene un gran successo:

per poter lavorare poco, o maje,

percorre nuove strade, ampressampress,

produce grandi idee, fa soldi assaje!

PSICOLOGIA

La parola napoletana "sfaticato" corrisponde all'italiano "scansafatiche". Lo sfaticato è il contrario del faticatore: tende a non affaticarsi, a non stancarsi. Per principio, e per statuto, lo sfaticato non s'impegna. Si ritiene che per svolgere accettabilmente un'attività lavorativa che ci vogliano almeno 10.000 ore di applicazione. Per il successo, è un'altra storia: le ore di impegno devono aumentare enne volte, ed è indispensabile una bella dose di ingegno. Lo sfaticato comincia col non impegnarsi in quello che fa. Se ha una certa creatività, qualche risultato lo potrà anche raggiungere: ma dove sarebbe arrivato se si fosse impegnato, non lo saprà mai. E gli va bene così: perché può sempre pensare che chissà cosa sarebbe diventato, se lo avesse voluto: se non fosse stato quello sfaticato che era (e che è). Lo sfaticato è quel bambino alla cui mamma la maestra dice: "E' intelligente, ma è svogliato: non si applica". Una formuletta che fa tutti contenti: la maestra, che non deve dire alla mamma che suo figlio non è eccezionale: la mamma, che può continuare a ritenerlo eccezionale, attribuendo gli scarsi risultati che ottiene alla svogliatezza: e il bambino stesso, che può cominciare ad apprezzare i vantaggi dell'essere considerato sfaticato. La sfaticatezza può essere insomma un bell'alibi per non riconoscere (e non confrontarsi) col proprio non-successo. Sempre che basti: qualche volta occorre rincarare la dose. Da "sono sfaticato", che comporta comunque una certa dose di responsabilità personale, si passa allora a "sono sfortunato". Basta: non vorremmo correre il rischio che, sfaticato come sei, tu interrompa la lettura a questo punto. Perciò ti lasciamo, invitandoti ad acquistare l'indirizzo iltuonome@sfaticato.it. Otterrai il massimo risultato (un indirizzo divertente, e molto napoletano) col minimo sforzo (i pochi euro necessari all'acquisto): senza doverti muovere da dove sei adesso.